Ricostruzione della Membrana Timpanica, Ossiculoplastica, Concomeatoplastica

Ricostruzione della membrana timpanica

Il tessuto utilizzato di preferenza per la ricostruzione della membrana timpanica, come nella miringoplastica è la fascia del muscolo temporale prelevata attraverso l’incisione chirurgica all’inizio dell’intervento e disidratata per consentirne un più facile modellamento e posizionamento. Se l’intervento è di revisione di una o più operazioni precedenti può essere prelevato tessuto connettivo cicatriziale nelle regioni retroauricolari che opportunamente assottigliato e modellato si presta bene alla ricostruzione. In alcuni casi è possibile usare pericondrio del trago (il tessuto che avvolge la piccola cartilagine situata davanti all’orecchio a proteggere l’apertura del condotto uditivo esterno). Sono anche disponibili tessuti conservati omologhi (provenienti da donatori umani) o eterologhi cioè di origine animale (bovini o suini) che opportunamente sterilizzati e conservati garantiscono dal rischio di trasmissione di infezioni. Noi utilizziamo raramente questi tipi di impianto ma solo perché la percentuale di successo è inferiore se paragonata all’uso di tessuti autologhi (provenienti dallo stesso paziente). Per ulteriori dettagli vedere alla pagina sulla Miringoplastica.

Ossiculoplastica

La ricostruzione della catena ossiculare definita ossiculoplastica si esegue rimodellando, quando ciò è possibile, i residui degli ossicini del paziente stesso in modo da ripristinare un collegamento tra la membrana timpanica ed i residui della staffa. Se non sono presenti ossicini utilizzabili si ricorre alla cartilagine del paziente oppure a ossicini provenienti da donatore, sterilizzati, liofilizzati o comunque trattati per garantirne la massima sicurezza d’uso, a protesi in materiali sintetici quali il Proplast o l’idrossilapatite, un tessuto ceramico simile all’osso che ha largo impiego in campo dentistico.

Le protesi utilizzate per la ricostruzione sono definite TORP (total ossicular reconstruction prosthesis) se destinate a sostituire gran parte della catena ossiculare e sono indicate quando l’infezione ha distrutto la sovrastruttura della staffa di cui residua solo la base (la platina) o PORP (partial ossicular recontruction prosthesis) se è presente ed integra la staffa mentre sono assenti l’incudine (l’ossicino intermedio) e/o il martello. Le tecniche di ossiculoplastica sono identiche nelle timpanoplastiche aperte e nelle timpanoplastiche chiuse.

Concomeatoplastica

E’ la particolare tecnica chirurgica necessaria, nelle timpanoplastiche aperte, per rimodellare l’apertura del meato acustico esterno al fine di assicurare una perfetta visualizzazione ed areazione della cavità chirurgica anche a distanza di tempo.
La nostra tecnica prevede un’incisione della conca (Fig. 1-2), l’asportazione di due triangoli della cartilagine sottostante la cute (Fig. 3-4) e la fissazione dei lembi che ne derivano con due punti di sutura interni. Inizialmente l’apertura potrebbe risultare troppo ampia ma nel tempo tenderà spontaneamente a restringersi e ad assumere forma rotondeggiante con un buon risultato cosmetico (Fig. 7-8).
Rappresentazione schematica della tecnica di concomeatoplastica
Fig. 1: incisione della conca auricolare
Fig. 2: completamento dell'incisione della conca
Fig. 3: asportazione di un triangolo di cartilagine superiormente
Fig.4: asportazione di un triangolo di cartilagine inferiormente
Fig. 5: la corretta dimensione della conco- meatoplastica viene provata inserendo il dito
Fig. 6: la cavità e la sede della plastica vengono tamponate
Fig. 7: risultati postoperatori

Modalità di intervento

La ricostruzione della membrana timpanica viene definita miringoplastica se è l’unico atto chirurgico eseguito sul paziente altrimenti è parte del primo stadio di una timpanoplastica aperta o chiusa. L’ossiculoplastica è invece quasi sempre eseguita 6-12 mesi dopo il primo tempo chirurgico di una timpanoplastica.

Nei pazienti al di sopra dei 16 anni di età queste operazioni possono essere effettuate in anestesia locale; l’anestesia generale è necessaria per i bambini o per i pazienti particolarmente apprensivi.

Sono previsti 2-3 giorni di degenza ed il paziente potrà riprendere il lavoro dopo 7-10 giorni. Il recupero uditivo potrà essere notato dopo qualche settimana e sarà definitivo solo a guarigione avvenuta.

Se si è deciso di stadiare l’intervento, il primo tempo chirurgico viene effettuato per via retroauricolare (con un taglio eseguito subito dietro l’orecchio) ed il paziente dovrà portare un bendaggio esterno per qualche giorno. Il secondo tempo, funzionale, che si effettua generalmente dopo 6-12 mesi per via endoauricolare, senza incisioni visibili e con anestesia locale, è generalmente molto più breve e consente una rapida ripresa delle normali attività lavorative.

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