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RINITE ALLERGICA: CAUSE, DIAGNOSI, TRATTAMENTO

 

 

Secondo l'OMS la rinite allergica colpisce il 25% della popolazione generale ed è una patologia in costante aumento in quasi tutto il mondo: si stima che ne soffra quasi il 40% dei bambini. In Italia il picco di incidenza è tra i 20 e i 30 anni pur potendo colpire tutte le età. E' più frequente nelle donne ed in caso di familiarità. La rinite allergica può essere classificata come:
stagionale, se compare in alcuni mesi dell'anno: è causata da pollini o muffe che sono presenti solo in determinati periodi dell'anno (per informazioni aggiornate sui picchi di pollinazione nelle diverse aree geografiche italiane www.meteopolline.it)
perenne, se i sintomi sono presenti durante tutto l'anno: e legata ad esposizione ad allergeni presenti nell'ambiente domestico e/o lavorativo tutto l'anno.

RINITE STAGIONALE

rinite allergica invernale o preprimaverile
cupressacee e pinacee (dicembre e gennaio). Il numero dei cipressi presenti in città è in continuo aumento ed altre piante della famiglia, utilizzate a scopo ornamentale, concorrono all'aumento della quantità di polline liberata: la Tuja e la Criptomeria, volgarmente chiamata Cedro Giapponese.
betullacee e corilacee, (febbraio e marzo). Betulla e nocciolo sono rispettivamente i più noti rappresentanti delle due specie. Il soggetto allergico alla betulla accusa frequentemente, oltre alla rinite e congiuntivite, sintomi a livello della mucosa orale (Sindrome orale allergica) quando ingerisce taluni alimenti come mela, kiwi, pera, ciliegia, carota, che possiedono allergeni comuni (cross-reattivi). I sintomi dell'allergia a nocciolo tendono spesso a perdurare nel tempo a causa della reazione crociata con i pollini di Ontano, la cui fioritura va fino a maggio. I soggetti allergici al polline di nocciolo possono presentare manifestazioni allergiche (orticaria-angioedema) in seguito ad ingestione di nocciole.

 

rinite allergica primaverile
graminacee, (aprile e giugno). Sono in assoluto le prime al mondo come agenti di allergopatia. Costituiscono una famiglia di piante diffusissime su tutta la terra (9000 specie) sopravvivendo in condizioni climatiche estremamente variabili dal mare ai monti, dalla fascia sub-polare all'equatore. Comprendono le comuni gramigne, tutti i cereali, le canne e tante altre specie: tutte le piante con spighe, pannocchie, ciuffi o pennacchi. Il polline, di dimensioni medio/grandi, è responsabile di oculoriniti e più raramente di forme asmatiche. Esempi comuni sono: Lolium perenne, Phleum pratense, Holcus lanatus, Poa annua, Cynodon.
plantaginacee, (aprile e maggio) la specie più importante è la Plantago lanceolata (lanciuola). La fioritura inizia ad Aprile e può prolungarsi fino ad Estate inoltrata. La lanciuola è comunissima sia nei prati naturali delle pianure che in quelli del verde urbano e dei parchi pubblici, nei giardini e nelle aiuole, negli argini e nei bordi stradali.
ulivo, (aprile e maggio) costituisce la specie vegetale maggiormente responsabile di allergie nell'area mediterranea con la parietaria, ma per fortuna il periodo di pollinazione non è molto lungo. Della stessa famiglia fa parte anche il frassino. Una caratteristica dell'ulivo e l'alternanza, che contadini, produttori e proprietari conoscono bene, e che consiste in un'annata (o biennio) di alta produzione di olive seguita da un'altra di scarsa produttività. Questo fenomeno, legato ovviamente ad un'alternanza pollinica, è causa anche negli allergici del succedersi di primavere con sintomi più intensi con altre meno fastidiose. Ricordiamo infine il particolare ritmo circadiano dell'ulivo che a differenza delle altre specie vegetali non raggiunge il picco di pollinazione in tarda giornata, ma durante le prime ore del mattino. I pazienti allergici all'olivo accusano fastidiose rino-congiuntiviti e raramente sintomatologia asmatica; non sono numerosi i soggetti monosensibili ma frequente è il singolare riscontro di pazienti allergici all'ulivo e contemporaneamente anche agli Acari.


rinite allergica primaverile-estiva
parietaria, oltre ad avere una grandissima diffusione, la Parietaria ha un lungo periodo di pollinazione: ne ritroviamo il polline nell'aria quasi tutto l'anno, tranne che in piena estate o in pieno inverno. Il picco massimo di pollinazione nell'Italia Settentrionale è in maggio, mentre nell'Italia Meridionale e nelle isole è presente già in febbraio. La si trova in luoghi incolti vicino a ruderi, tra le crepe dei vecchi muri e presso le abitazioni, alle basi dei muri, all'interno delle aiuole, nei vecchi centri storici. Si può incontrare sia in pianura che in collina, ma non oltre i 900 metri. II granulo pollinico riesce a penetrare in profondità nelle vie aeree perchè è molto piccolo: è così responsabile non solo di rino-congiuntiviti, ma pure di forme asmatiche anche gravi. Il ritmo circadiano della pollinazione raggiunge il picco nelle ore più calde per diminuire nelle ore notturne, ciò e responsabile di un parallelo comportamento dei sintomi durante le giornate.

 

riniti allergiche estive ed estive-autunnali
composite, (luglio, agosto e settembre) è una famiglia vastissima che annovera una infinità di generi e specie diffuse in tutto il mondo negli ambienti più disparati: alcune sono ruderali, infestanti e crescono spontaneamente, altre sono coltivate (Carciofo, Lattuga, Camomilla, Piretro, Girasole, per i suoi semi, Margherita, Crisantemo, Dalia). Le specie responsabili di allergie sono quelle che, pur non disponendo di fiori vistosi, disperdono al vento enormi quantità di polline, ed in Europa sono: l'Artemisia o Assenzio, diffusa in luoghi ruderali, e il Tarassaco o Soffione o Dente di leone con la caratteristica infruttescenza sferica. Negli ultimi anni, in Europa, abbiamo assistito alla crescita di una nuova pianta infestante, l'Ambrosia, una composita americana: è cosi altamente allergizzante che in Canada il Governo obbliga i cittadini ad estirparla dal proprio giardino o terreno. Il suo periodo di pollinazione va da Maggio a Giugno; la sintomatologia è di solito rinocongiuntivitica; la frequenza dei soggetti allergici è abbastanza alta soprattutto nell'entroterra..
chenopodiacee, danno allergie poco frequenti. Crescono in luoghi ruderali e incolti, ma soprattutto in luoghi salati. Il periodo di pollinazione è l'estate, ma nelle zone più calde del bacino mediterraneo questo periodo è anticipato e coincide con quello dell'ulivo (metà aprile - fine maggio). La sintomatologia è quasi sempre a carico delle alte vie aeree con riniti e congiuntiviti.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

cupressacea

pinacea

 


graminacee

ulivacee (frassino)


parietaria

artemisia (assenzio)

ambrosia

LE RINITI PERENNI

micofiti
sono organismi vegetali che possono provocare allergie tramite le loro spore che hanno dimensioni piccole e pertanto possono arrivare alle vie aeree periferiche. Nelle case i micofiti crescono su pareti e pavimenti soprattutto se umidi. All'esterno crescono nel materiale in decomposizione (come foglie e frutta che rimangono nel terreno). I micofiti più importanti dal punto di vista allergenico sono:

  • Alternaria, presente nell'atmosfera nel periodo estivo-autunnale.
  • Aspergillus, scatena reazioni respiratorie allergiche di solito in autunno.
  • Cladosporium, le spore raggiungono valori elevati in primavera-estate.

acari della polvere domestica
sono gli allergeni ambientali più comuni. Per il loro sviluppo necessitano di temperature non eccessivamente fredde (tra i 15 e i 30°C) e di ambienti relativamente umidi (60-80 % di umidità relativa)

  • Dermatophagoides pteronyssinus, Sono parassiti dell'uomo, si nutrono di forfora umana, animale, di miceti, di granuli di polline e di residui alimentari. Si riscontrano in tutti gli ambienti della casa, ma è nel materasso che crescono numerosi.
  • Dermatophagoides farinae, si riscontra nelle abitazioni principalmente quando ci siano dei pacchi di farina dimenticati nella credenza o in garage;  quando dei farinacei sono caduti a terra e non sia stato ripulito; quando non sia stato  raccolto il mangime per volatili o per roditori caduto in terra e sia stato fatto accumulare vicino alle gabbie. 
  • Glycyphagus domesticus, si riscontra nei prodotti dolciari, nei formaggi, nelle farine, nei negozi alimentari e nelle cucine delle abitazioni.

allergeni di origine animale
il potere allergenico di cane e gatto riveste una notevole importanza, in quanto è dovuto non solo ai peli e all'epitelio, ma anche a particelle fecali, urine, sudore, saliva e siero degli stessi animali. L'allergene del gatto si disperde velocemente nell'aria e ci rimane spesso per molte ore. Questo allergene si accumula nei materiali tessili di arredamento come divani, tende, e vi persiste anche molto tempo (fino a 3-5 anni) dopo l'allontanamento dell'animale dalla casa.

 

 

 

 

 

 

 

 

CONSIGLI PER I PAZIENTI ALLERGICI ALLE MUFFE
  • Ottimo terreno di cultura per i miceti è costituito dal suolo e da terreni poco curati. Pertanto l'adeguata manutenzione degli spazi esterni costituisce un sistema di profilassi ambientale.
  • evitare passeggiate nei boschi o lavori di giardinaggio, dove si possono trovare ammassate foglie cadute e macerate da molto tempo;
  • non soggiornare in ambienti chiusi da troppo tempo come cantine, case montane, e in habitat ambientali particolari quali serre e stalle;
  • in casa: aerare frequentemente il letto con il materasso e le coperte ed esporre all'aria e al sole gli ambienti in modo d'assicurare una buona ventilazione;
  • pulire con accuratezza tutte le zone ricettacolo di polvere (cornici delle finestre, zoccoli dei muri) e le zone ricettacolo di condensa (parte posteriore dei mobili da cucina dove, per la presenza di vapori si possono formare più facilmente muffe, il frigorifero, poiché le muffe hanno una grande vitalità anche a basse temperature);
  • evitare l'uso di rivestimenti con carte da parati, trattare le pareti con frequenti imbiancature; dove sia necessario per un particolare problema d'umidità utilizzare prodotti fungicidi oppure rivolgersi a ditte specializzate;
  • nell'uso quotidiano della pulizia domestica utili ed efficaci prodotti sono l'ipoclorito di sodio (Candeggina) e la formaldeide (Lisoformio), che possono essere impiegati per il lavaggio della pareti;
  • evitare di conservare suppellettili personali (indumenti, oggetti in cuoio e carte) in ambienti chiusi limitrofi alla zona di vita del paziente;
  • evitare di tenere piante verdi, in grande quantità, nella propria casa o sulle pareti esterne (arrampicanti verdi);
  • pulire gli impianti di condizionamento dell'aria con il ricambio e l'adeguata manutenzione dei filtri (casa e automobile); controllare l'umidità ambientale, intervenendo con particolari apparecchi (deumidificatori) se l'umidità relativa supera il 65%.
CONSIGLI PER I PAZIENTI ALLERGICI AI POLLINI
  • Conoscere le piante che liberano i pollini causa della propria allergia ed il calendario di impollinazione. Queste piante hanno generalmente una impollinazione anemofila cioè, non avendo fiori vistosi e quindi non potendo attrarre gli insetti, disperdono al vento grandi quantità di polline.
  • Durante il periodo critico ridurre al massimo il tempo trascorso all'aperto, specialmente in presenza delle condizioni ideali di impollinazione: 25-30 gradi di temperatura; vento con velocità di 5-15 Km/h; umidità 60-90%; giornate soleggiate: evitare quindi le gite nelle ore mattutine, soprattutto nei giorni di sole, con vento e tempo secco.
  • Attenzione alle ore successive alla pioggia: la pioggia frantuma il polline di una miriade di particelle che mantenendo intatto il loro potere allergizzante e trasportate dal vento raggiungono più in profondità le vie aeree.
  • Viaggiare in auto con i finestrini chiusi e non andare in motorino o in bicicletta; non andare in campagna ed evitare accuratamente i luoghi in cui l'erba è stata tagliata da poco.
  • Tenere le finestre di casa chiuse o aprirle solo tra le 22.00 e le 04.00, usare i condizionatori.
  • Nei periodi critici cercare di passare alcuni giorni di vacanza in zone marine o di alta montagna: infatti a 600/1000 metri di quota le stesse piante liberano i pollini circa un mese più tardi rispetto alla pianura.
  • Nel periodo in cui i sintomi sono più forti bisognerebbe praticare sport solo in luoghi chiusi: palestre, piscine coperte, ecc. Evitare comunque il contatto con polveri e con peli di animali domestici.
  • Seguire scrupolosamente le istruzioni dello specialista sull'uso dei farmaci antiallergici necessari per la cura della malattia.
CONSIGLI PER I PAZIENTI AGLI ACARI DELLA POLVERE

Dato che la maggioranza dei soggetti con manifestazioni respiratorie risulta allergica alla polvere di casa o è destinata a diventarlo (specie i bambini) se esposta abbondantemente ad essa, ne consegue che è molto importante rendere l'ambiente in cui tali pazienti vivono il meno polveroso possibile. Così facendo si elimineranno in gran parte gli acari, parassiti che vivono nella polvere e sono i principali responsabili delle allergie respiratorie. Essi sono microrganismi invisibili ad occhio nudo che si annidano in ambienti caldo umidi e bui e, quindi, in particolare prediligono letti e arredi della camera da letto. Sono generalmente innocui ad eccezione che per i soggetti allergici ad essi. Il ciclo di vita del Dermatofagoide della polvere domestica è di circa 70 giorni: è molto importante sapere questo se si vogliono utilizzare con efficacia gli acaricidi, non sempre efficaci sulle uova.

  • Arredare la camera da letto o la stanza in cui il soggetto passa la maggior parte del suo tempo (es: dove guarda la TV o studia) con mobili, tappezzerie e arredi vari capaci di raccogliere la minore quantità possibile di polvere e che possono venire facilmente puliti a fondo tutti i giorni.
  • Provvedere assolutamente all'eliminazione di macchie di muffa dalle pareti.
  • Materasso e cuscino dovrebbero essere di gommapiuma, abolendo, tutte le imbottiture di lana, piume, materiali vegetali. Ogni altro letto presente nella stanza deve avere gli stessi requisiti; così i letti di eventuali case di villeggiatura, dei nonni o amici nel caso vi si dorma spesso. 
  • Coperte e copriletti, tende e tappeti, devono essere facilmente lavabili e non di lana. Il tutto va lavato frequentemente (ogni 3-4 settimane) e messo ad arieggiare tutti i giorni.
  • Il bambino allergico deve evitare di saltare sul letto e di far "battaglia" con i cuscini.
  • Giocattoli, libri, giornalini e soprammobili dovrebbero anche essi venire limitati, spolverati spesso e chiusi dentro gli sportelli dei mobili.
  • Evitare assolutamente giocattoli di pelouche; preferire invece quelli di legno, metallo e gomma. Evitare animali imbalsamati.
  • Per le pulizie utilizzare aspirapolvere e stracci bagnati.
  • Non mettere moquettes.
  • Non tenere animali domestici né in casa, né in giardino, né in terrazza.
  • Attenzione all'interno dell'auto: passare periodicamente l'aspirapolvere e uno straccio bagnato sul cruscotto.
  • Ricordare che odori, profumi, vapori possono aggravare le condizioni degli allergici. Fra essi ricordiamo: fumo di tabacco; evaporazioni di colori e vernici; vapori di gasolio, cherosene, gas; cosmetici, fumo da fuochi di carbone, legna, foglie; smacchiatori a secco; vapori industriali.
DIAGNOSI...

La sintomatologia presente in determinati periodi dell'anno e peggiorata da situazioni particolari orienta sul tipo di patologia, l'anamnesi accurata e la visita ORL possono valutare eventuali quadri associati come la sinusite o i polipi nasali. Fra i test diagnostici il Prick test è il primo livello di approfondimneto seguito se ritenuto necessario da Prist (IgE seriche totali), Rast (IgE specifiche) e dai test di stimolazione nasale.

...E TERAPIA DELLA RINITE ALLERGICA
La prevenzione del contatto con l'allergene è il primo intervento terapeutico perciò bisogna essere bene informati riguardo ai comportamenti da seguire o da evitare. A livello farmacologico il trattamento con antistaminici per bocca per tutto il periodo di presenza nell'aria degli allergeni è indispensabile, coadiuvato da spray nasali steroidei ed eventualmente colliri.
I lavaggi nasali con soluzioni saline sono un importante presidio non farmacologico per il trattamento dei sintomi allergici: vengono rimossi meccanicamente gli allergeni dalle mucosa e si elimina il muco contenete le cellule che producono l'istamina e gli altri mediatori dell'allergia.
I POLLINI IN ITALIA DURANTE L'ANNO
Pollini in Italia
ALLERGIE CROCIATE TRA POLLINI E ALIMENTI

 

 

LE INFORMAZIONI SCIENTIFICHE E DIVULGATIVE CONTENUTE IN QUESTO SITO SONO BASATE SULLA NOSTRA ESPERIENZA E RIFERISCONO OPINIONI PERSONALI del dott. Fernando Mancini e della dott.ssa Manuela Sacchi, specialisti in Otorinolaringoiatria
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ultimo aggiornamento: Maggio 19, 2013 11:18 AM